FAQ


FAQ - Domande frequenti

D: Asilo nel Bosco di Genova è una scuola, un'associazione, un franchising o cosa?
R: Nulla di tutto questo, Asilo nel Bosco di Genova è un nome per indicare il gruppo spontaneo di genitori che si uniscono e decidono di far vivere la natura ai propri bambini.

D: Ma non ci sono delle normative da seguire, visto che ci sono di mezzo dei bambini?
R: Certamente, ci sono delle normative,  le conosciamo e le stiamo seguendo.

D: Il pranzo è compreso?
R: Riteniamo che sia importante che ogni bambino abbia il pranzo che i genitori ritengono più adeguato per lui. Inoltre ogni bambino ha un'esigenza calorica differente e differenti sono i momenti in cui avrà fame. Chiediamo quindi che ogni bambino abbia il pranzo al sacco e qualche spuntino.

D: Ma se un bambino si fa male chi è responsabile?
R: Per l’aspetto sicurezza dei bambini, gli asili nel bosco nazionali optano per consigliare alle famiglie di stipulare un’assicurazione capofamiglia personale, molti già ce l’hanno, con chi non ce l’ha possiamo creare un gruppo d’acquisto e capire quale può essere la più vantaggiosa in termini di copertura/prezzo. In media un’assicurazione capofamiglia costa sulle 40€ annue.
In occasione della richiesta di utilizzo di una casetta presso Villa Dufour a Cornigliano/Coronata, abbiamo creato un'associazione, l'associazione S.a.f.e (Soluzioni per l'Assistenza Familiare) p.s., il cui tesseramento copre la maggior parte dei danni a persone e a cose.

D: Perché costa così tanto rispetto agli altri asili? Dove mando mio figlio - un asilo comunale - non chiedono soldi, chi ci lucra?
R: Quando, noi mamme del bosco, tra un sacco della spazzatura e l’altro, tra una zappata con bimbo in fascia e una spianata del piano che adesso ci sta accogliendo, ci siamo dette: “Certo che potremo condividerci la spesa di un educatore/trice per massimizzare l’esperienza del Bosco per i nostri bambini!”, abbiamo pensato alla formula più economica possibile (nel limite della dignità della terza persona che avrebbe avuto l’impegno della nostra delega a prendersi cura dei nostri figli mentre noi zappavamo, costruivamo e pulivamo).
Siamo dunque giunti alla conclusione che la formula migliore sia quella di condividere un rapporto di lavoro domestico. Come se la splendida educatrice che la sera la passa a studiare outdoor education, nuove attività, stimola i nostri figli con laboratori entusiasmanti e si mette in gioco personalmente come la migliore dei compagni di viaggio, sia una babysitter condivisa tra le famiglie. Consulta il contratto collettivo del lavoro di colf badanti e baby sitter http://www.colfdomina.it/ccnl/, i minimi retributivi http://www.colfdomina.it/retribuzioni/minimi-retributivi/ e i contributi http://www.colfdomina.it/retribuzioni/tabelle-aliquote-contributi-inps/.
Oltre al costo puro del lavoro, c’è il costo della tessera e i costi di gestione del rapporto di lavoro. Abbiamo inserito lo strumento dello Šcec, moneta solidale, per poter scambiare solidarietà. Il progetto non ha bisogno di clienti, ma di compagni di viaggio.
Lo Šcec (esso rappresenta uno sconto, che però viene scambiato più volte, all’infinito - Sconto ChE Cammina. Tutti noi conosciamo lo  sconto come una rinuncia di chi vende, con lo Šcec lo sconto diventa un gesto di solidarietà reciproca che non si esaurisce - Solidarietà ChE Cammina) ci aiuta a fare un passo indietro del singolo a beneficio dell’intera comunità locale. I laboratori, gli incontri sulla genitorialità consapevole, gli appuntamenti con gli esperti e il costo degli educatori hanno infatti tutti una percentuale di accettazione ŠCEC (www.arcipelagoscec.net) per risultare fruibili a tutti!
Il modo in cui poi è possibile ricevere gli ŠCEC per corrisponderli per il servizio di babysitting condiviso, riconosce proprio un ruolo cardine alle famiglie, le quali si mettono in gioco in prima persona, vengono coinvolte negli interventi, divenendo protagoniste delle azioni sostenute tramite il loro impegno nella comunità di riferimento.
La condivisione del servizio e l’utilizzo dello strumento ŠCEC, porta le famiglie ad avere un costo calmierato e un servizio a forte impatto aggregativo e solidale.
Il costo dell’Asilo nel Bosco di Genova è quindi ridotto ai minimi termini e copre i costi vivi del lavoro, calmierati dalla presenza dello Šcec.

D: Ma perché devo iscrivermi ad Arcipelago Šcec? Chi ci guadagna?
R: Ci guadagni tu!
Lo Šcec (rappresenta uno sconto, che però viene scambiato più volte, all’infinito - Sconto ChE Cammina. Tutti noi conosciamo lo  sconto come una rinuncia di chi vende, con lo Šcec lo sconto diventa un gesto di solidarietà reciproca che non si esaurisce - Solidarietà ChE Cammina) ci aiuta a fare un passo indietro del singolo a beneficio dell’intera comunità locale. I laboratori, gli incontri sulla genitorialità consapevole, gli appuntamenti con gli esperti e il costo degli educatori hanno infatti tutti una percentuale di accettazione ŠCEC (www.arcipelagoscec.net) per risultare fruibili a tutti!
Il modo in cui poi è possibile ricevere gli ŠCEC per corrisponderli per il servizio di babysitting condiviso, riconosce proprio un ruolo cardine alle famiglie, le quali si mettono in gioco in prima persona, vengono coinvolte negli interventi, divenendo protagoniste delle azioni sostenute tramite il loro impegno nella comunità di riferimento.
La condivisione del servizio e l’utilizzo dello strumento ŠCEC, porta le famiglie ad avere un costo calmierato e un servizio a forte impatto aggregativo e solidale.

D: È previsto l'utilizzo di un posto al chiuso?
R: Premesso che è un progetto di outdoor education e che i bambini stanno volentieri fuori anche con il “brutto” tempo e che con un abbigliamento adatto rimangono tranquillamente asciutti, sì, è previsto.  

D: È previsto un “boscoBUS”?
R: Si, qualora le famiglie lo richiedessero, si possono dividere i costi anche di quello. Nel frattempo ci organizziamo con i bei vecchi passaggi tra genitori.

D: Posso frequentare l'asilo nel bosco solo qualche giorno a settimana o al mese?
R: Si, in aggiunta all'asilo è attiva la Boscoteca, con prenotazione mese per mese, sapendolo un mese prima e pagando anche se non si partecipa, questo per venire in contro a chi parteciperebbe con  frequenze “fisse” (per esempio solo due giorni alla settimana). Per chi volesse frequentare la boscoteca senza preavviso può farlo, chiamando prima di venire per sapere se c'è posto, in base al numero previsto per quella giornata tra bambini educatori e genitori volontari.

D: Ma tutto il giorno all’aperto?? Non c’è un edificio?
R: L’asilo nel Bosco è una realtà originariamente diffusa soprattutto nei Paesi dell’Europa centrale e settentrionale. Il primo asilo nel bosco è nato negli anni ’50 in Danimarca, questa pratica educativa, che conta una storia che dura ormai da mezzo secolo, si è diffusa soprattutto nei Paesi del Nord: paradossalmente, dove il clima è più rigido, i bambini trascorrono molte più ore all’aperto rispetto ai Paesi mediterranei. Nei Paesi nordici, accanto alle tradizionali scuole dell’infanzia, esiste questa tipologia di “asilo” che ha come principale peculiarità lo svolgimento delle attività nel contesto naturale e l’assenza di un edificio. È un’esperienza quotidiana di stretto contatto con la natura, nella consapevolezza e fiducia che questo sia l’ambiente di vita, di gioco, di crescita migliore e più salutare per i bambini.
Se in Danimarca non c’è nessun tipo di riparo se non le fronde boschive e in Germania al massimo si dotano di gazebi e teloni appesi a dei pali, abbiamo capito, anche dall’esperienza degli altri Asili nel Bosco con cui ci confrontiamo all’interno della rete nazionale, che in Italia senza uno spazio al coperto, magari riscaldato, non c’è adesione, quindi abbiamo cercato dei luoghi con un posto al chiuso.

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