lunedì 20 agosto 2018

Perchè scegliere un progetto di Outdoor education?

Come Vento tra gli Alberi:
Un progetto di Outdoor Education nella periferia genovese.

Destinatari: bambini da 2 a 6 anni.
Quando:      Da settembre a luglio
Dove:          Valletta Rio San Pietro (Villa dufour, quartiere di Cornigliano).
Orario:         8-16, con possibilità di accordarsi con i genitori per soddisfare eventuali esigenze diverse .

Nella nostra società, votata all’efficienza e al profitto, siamo abituati a vivere di fretta, sempre di corsa. Le occasioni di contatto con l’ambiente naturale sono ridotte al minimo: una gita fuori porta nel fine settimana, la passeggiata al parco dopo scuola…occasioni in cui la Natura non viene comunque vissuta appieno ma solo nei ritagli di tempo che i nostri impegni quotidiani impongono. Di ciò fanno le spese anche i nostri figli, che vivono vite sempre più alienate dall’ambiente naturale e dai suoi abitanti. Complice la sempre più inarrestabile “tecnologizzazione” della società (con tutti i lati positivi che essa comporta e che nessuno vuole negare), questo divario tra ambiente naturale e bambino si è accentuato negli ultimi anni ed è destinato ad accentuarsi sempre di più: Richard Louv, autore del libro “L’ultimo bambino nei Boschi” calcola che, in media, un bambino americano passa 44 ore alla settimana davanti alla tv e ai videogiochi. A questo proposito, lo stesso autore parla del “disturbo da deficit di Natura” (Nature deficit desorder): secondo Louv l’assenza di contatto con elementi naturali, soprattutto nella prima infanzia, sarebbe alla base di comportamenti quali ansia, iperattività, dda (disturbo da deficit di attenzione), aggressività e depressione.
In base ad uno studio condotto dal Children’s Hospital and Regional Medical Center di Seattle, ogni ora passata al giorno davanti al televisore dai bambini in età prescolare, aumenta del 10% la possibilità che essi sviluppino, prima dei sette anni, problemi di concentrazione e altri sintomi tipici del disturbo da deficit di attenzione. Abbagliata da un eccesso di stimoli e di velocità, la mente infantile ne risente: non riesce a concentrarsi, a collegare momenti diversi della narrazione, a simbolizzare e comprendere ciò che sta vedendo.
Accanto a ciò, non si può più ignorare un’istanza fondamentale che ci giunge a gran voce: quella della nostra Madre Terra, che ci chiede aiuto, depredata dall’attuale sistema economico-capitalista, che impone una crescita a tutti i costi. Tuttavia una crescita infinita in un mondo fatto di risorse finite è, per definizione, impossibile: o si inverte la rotta o si giungerà al collasso totale e a farne le spese saranno i nostri figli e i nostri nipoti. Per far si che ciò non avvenga bisogna necessariamente educare le generazioni future al rispetto dell’ambiente, all’amore verso la nostra Terra, che amorevolmente ci ospita e ci da’ ciò di cui vivere.
Dario Arkel, pedagogista contemporaneo che ho avuto il piacere di conoscere all’Università, parla di “condivisione” come base e come mezzo per ri-appropiarci di quella dimensione di comunione con la Natura che abbiamo perduto ed identifica i bambini come “poeti e pensatori” che hanno molto, in questo senso, da insegnare agli adulti.
I bambini inoltre, sono gli adulti di domani ed è a loro che consegniamo le chiavi del nostro futuro: in questa doppia consapevolezza giace la speranza di un futuro migliore, in cui gli esseri umani potranno tornare a condividere con noi rispetto l’aria, l’acqua, la terra con tutte le forme di vita.  
L’Asilo nel Bosco di Genova si pone dunque come realtà educativa il cui intento è quello di coniugare questa duplice finalità: instillare quella consapevolezza ambientale di cui non possiamo più fare a meno e ridare ai bambini spazi verdi in cui essere liberi di esprimersi e di “imparare facendo”. Imparare in maniera attiva, senza essere dei semplici spettatori a cui il sapere viene trasmesso, in maniera spesso nozionistica dall’insegnante al discente, permette di interiorizzare davvero ciò che si sta facendo in quel momento. Piuttosto che colorare il disegno di un albero per imparare il ciclo delle stagioni, all’asilo si vive questa trasformazione, questo cambiamenti…con tutti i sensi, con tutto il cuore. In questo senso, all’Asilo nel Bosco, non si parla di educatori ma di “accompagnatori”: il maestro all’asilo nel Bosco ha la funzione di accompagnare il bambino, senza sostituirsi ad esso. Suo compito è quello di intervenire se necessario, osservare e cogliere gli spunti che i bambini lasciano e sulla base di questo costruire e proporre, se necessario improvvisando, le proposte educative. Ogni bambino infatti ha i suoi tempi e le sue peculiarità ed individualità e, in quest’ottica, non è giusto giudicare o imporre a tutti un ritmo di crescita comune ma piuttosto costruire un piano educativo individuale dove privilegiare gli interessi e le attitudini individuali, così da “tirare fuori” e sviluppare i “semi buoni” che ogni bambino porta in sé.
Aula intesa come spazio aperto naturale, da vivere appieno, consapevolezza ambientale, educatore che si configura come accompagnatore, libertà di esprimersi e di imparare sul campo: questi sono i principi metodologico-didattici su cui si fonda la nostra proposta educativa. L’obiettivo, come già detto, è quello di ridare ai bambini spazi verdi in cui essi possano esprimere loro stessi, senza restrizioni e rigidi schemi educativi e creare la possibilità di sviluppo di quella dimensione di cura ed empatia verso la Natura e tutti i suoi abitanti a cui Eric Fromm si riferisce con il termine “Biofilia”, intendendo proprio la tendenza psicologica ad essere attratti e solidali con tutto ciò che è vivo e vitale.
Accanto a ciò, siccome consideriamo i genitori non come utenti ma come “compagni di viaggio”, la loro partecipazione è per noi fondamentale. A tal fine organizzeremo un open-day con tutte le persone interessate, per far conoscere loro la realtà in cui lasceranno i loro figli e le persone che si prenderanno cura di loro. Per coloro che decideranno di seguirci in questo progetto, organizzeremo un colloquio iniziale per conoscerci e per conoscere il loro bambino, perché siamo convinte che nessuno conosca il proprio figlio come i suoi genitori. Prevediamo poi, oltre al colloquio iniziale, altri due colloqui individuali con ogni famiglia: uno a metà anno scolastico, nel periodo di novembre/dicembre e uno finale, verso maggio/giugno. Saranno occasioni in cui parlare del bambino, dei suoi cambiamenti, delle sue emozioni e in cui i genitori potranno porci tutte le domande che vogliono sul percorso del loro figlio. Sempre nell’ottica di considerare i genitori come compagni di viaggio, ci piacerebbe, se ce ne darete l’occasione, organizzare giornate aperte in cui anche voi genitori potrete recarvi all’Asilo nel Bosco e trascorrere una giornata/serata, con i vostri figli, immersi in quel contesto che per loro è quotidianità.
Nella convinzione che la libertà, le emozioni ed i sentimenti, il sapere di potersi fidare degli altri e il conoscere se stessi ed i propri limiti, siano le basi per lo sviluppo di una personalità sana, particolare importanza verrà data alla gestione e alla conoscenza delle emozioni, attraverso letture specifiche, laboratori artistico-pittorici ed attività specifiche come brevi sessioni di yoga e mindfulness.
A farci compagnia avremo la mia cagnolina, Holly, una minuscola meticcia di 3 anni, con cui ho frequentato il corso per operatrice di pet therapy e con la quale organizzeremo attività volte a far familiarizzare i bambini col concetto di esseri viventi visti come fratelli di cui prendersi cura amorevolmente.
Per quanto riguarda il pranzo, esso viene visto non semplicemente come momento in cui cibarsi quanto piuttosto come occasione di convivialità e condivisione: si pranza tutti insieme, con calma e tranquillità. A tal fine chiediamo ai genitori di portare pranzo al sacco per i propri figli e, se possibile, qualche porzione di frutta e verdura o di snack, possibilmente biologico, così da poter mangiare tutti insieme. Sarà comunque nostra premura portare ogni giorno qualcosa per tutti da condividere, dando la preferenza a frutta di stagione e a cibo sano e biologico. Noi siamo ciò che mangiamo e una buona educazione alimentare è uno dei pilastri che ci consente di vivere bene e più a lungo.  
Ogni giornata si aprirà con il cerchio di condivisione, in cui ogni bambino sarà libero esprimere le sue idee circa le attività della giornata e, sulla base delle proposte condivise, si deciderà, in linee generali, cosa fare durante il resto del giorno. E’ importante per i genitori comprendere che, nella nostra filosofia, non esiste un piano didattico fatto e finito, in quanto esso è in continua evoluzione, così come in continua evoluzione è lo spazio aperto, nostra aula privilegiata.
Disponiamo comunque anche di uno spazio chiuso, denominato dai bambini “Casetta bianca”, che utilizzeremo come “base” dove tenere i materiali, trascorrere, all’occorrenza, del tempo, riposarci o rifugiarci quando le condizioni meteo sono proibitive (fermo restando che siamo dell’idea che “non esiste brutto tempo ma solo un abbigliamento sbagliato” e che è nostra intenzione trascorrere il maggior tempo possibile all’aria aperta, anche in caso di pioggia o ancor, meglio neve). A questo proposito basta pensare ai paesi del Nord Europa, dove gli “asili nel Bosco” sono la normalità: in luoghi in cui le temperature sono certamente più rigide rispetto al clima temperato della nostra Liguria, i bambini trascorrono intere giornate all’aria aperta. In Germania in particolare, realtà come questa, sono molto diffuse e studiate nelle università. Da una ricerca condotta dal prof. Hafner dell’università di Heidelberg, è emerso che i bambini che vivono la loro quotidianità scolastica all’aperto hanno una socialità più ricca e meno conflittuale di chi la vive in un’aula, sono più autonomi e creativi e sono felici di frequentare la scuola.
Questo accade perché il modello attuale di istruzione non coincide con i bisogni del bambino e non ne segue il naturale sviluppo: il fanciullo vive nel presente, è un vulcano di energia, la sua relazione con il mondo e con gli altri si basa sul gioco, attraverso cui egli costruisce la propria identità, sperimenta i propri limiti ed i propri punti di forza. Un bambino è naturalmente curioso (basti pensare al periodo dei perché che sicuramente ogni genitore conosce), ha una sete di sapere e di conoscere inesauribile, ma di conoscere partecipando attivamente all’oggetto sapere e non attraverso l’acquisizione passiva di concetti astratti. La scuola, con i suoi orari prestabiliti, i suoi schemi, i suoi giudizi che omologano e non tengono conto delle differenze individuali, soffoca quella naturale curiosità che è tipica del bambino, la mortifica, così come mortifica la sua voglia di muoversi e sperimentare, chiedendogli, dall’età di 3 / 4 anni di trascorrere la maggior parte del suo tempo seduto in silenzio.
Paolo Mottana evidenzia come i fanciulli vengano isolati, fin dalla più tenera età, in istituti adibiti ad educarli e formarli, alienandoli da quello che è il mondo reale, impedendo loro di sperimentare, esplorare e vivere la realtà.
Appare subito ben chiaro che gli istituti tradizionali di educazione non sono fatti per rispondere ai bisogni dei bambini ma ricordano più un modello di società che ricalca quello adulto, fatto di orari prestabiliti e regole e schemi. Proprio perciò il gioco sarà il canale di apprendimento privilegiato. E’ attraverso il gioco che il bambino conosce il mondo, se stesso, gli altri e si mette alla prova. Verrà privilegiato l’utilizzo di giochi fatti con materiale naturale e/o di riciclo, daremo vita a percorsi nel verde e a giochi con le corde, nella convinzione che la fantasia sia l’ingrediente principale che serve a rendere tutto magico: se una spada di plastica è solo una spada, un bastone può essere una spada, una bacchetta magica e tutto ciò che la nostra fantasia ci consente di immaginare.
Gioco, consapevolezza ambientale, libertà di essere e di esprimersi, “imparare facendo”: questi sono gli obiettivi che ci poniamo.
“Non abbiamo la Terra in eredità dai nostri genitori ma in affitto dai nostri figli”.
Se riusciremo un attimo a metterci da parte, ad accantonare le nostra aspettative e le nostre proiezioni, vedremo il bambino per quello che realmente è: un essere sempre in movimento, desideroso di conoscere, di toccare, di apprendere, entusiasta per ogni cosa, pieno di meraviglie. In poche parole vedremo il bambino per ciò che realmente è.
In questo momento storico l’ambiente ha profondamente bisogno di esseri umani consapevoli della loro reciproca appartenenza e interdipendenza con in mondo naturale. Così come il bambino ha bisogno della natura per crescere sano e con un senso di unione con tutta l’esistenza, così la natura ha bisogno di esseri umani che, avendola amata sin da bambini, la rispettino e tutelino come bene prezioso per tutta l’umanità.

                          
Alleniamo l’equilibrio sulle corde                                   Post laboratorio sulle erbe officinali

       
Percorso con elementi naturali e/o di riciclo                  Costruzione di percorsi con le corde

Ritorno da giro di esplorazione nel Bosco
Cerchio di condivisione ad inizio giornata
COSA CI SERVE
Siamo agli inizi, tanta strada è stata già percorsa ma davanti a noi ne abbiamo tanta altra da percorrere: per questo chiediamo il vostro aiuto. Al fine di allestire uno spazio interno più strutturato, necessitiamo di:
-vecchie coperte e/o teli per allestire angoli morbidi per la lettura
-libri per l’infanzia (ne abbiamo già ma i libri sono una di quelle cose che non bastano mai)
-vecchi lettini da campeggio per la nanna
-colori, tempere, acquerelli
-giochi in legno o anche vecchi giochi in plastica
- corde per allestire i nostri percorsi tra gli alberi
-torce
-tavolini e sgabelli misura bambino
Come già specificato, il nostro intento è quello di trascorrere la maggior parte del tempo all’aria aperta; tuttavia, nel caso ciò non fosse possibile, necessitiamo di uno spazio strutturato dove svolgere le varie attività. La struttura chiusa, la nostra casetta Bianca, è pronta ad accoglierci, richiede solo un’ultima “messa a punto”…perciò vi chiediamo: se possedete qualcuno degli oggetti di cui sopra e vorrete donarcelo, ci dareste una grandissima mano nella realizzazione di questo sogno.
Contributi richiesti per aderire al progetto
Siamo in fase sperimentale e, volendo offrire un servizio di qualità, il progetto prevede l’adesione di non più di dieci bambini. Al raggiungimento di suddetta quota, le iscrizioni verranno chiuse fino al prossimo anno.
Contributi richiesti per famiglia:
-170 euro al mese: full time da 40 ore settimanali (8-16), con possibilità di pagare in scec al 25% (per chi non conoscesse gli scec cliccate qui: http://www.arcipelagoscec.net/ )

Per bloccare il proprio posto ed effettuare la preiscrizione all’anno scolastico 2018-2019, bisogna tesserarsi all’Associazione S.A.F.E versando:
  • 20 euro più 30 scec o 50 euro (costo tessera adulto)
  • 5 euro (costo tessera bambino)



Chi sono io?
Mi chiamo Larissa Sardi, sono educatrice socio-psico-pedagogica, laureata nel 2013 all’Università degli Studi di Genova,attualmente studentessa presso la Magistrale in Pedagogia, progettazione e ricerca educativa. Ho conseguito inoltre l’attestato di Operatrice di pet therapy, frequentato un corso di lettura ad alta voce per l’infanzia con il gruppo “Leggere Leggeri” della Biblioteca De Amicis e sono specializzata in arteterapia ed interpretazione del disegno infantile, nonchè in outdoor education e metodologie affini.
Nella mia formazione, ho lavorato in asili nido tradizionali, centri estivi, istituti di accoglienza per minori allontanati dai nuclei genitoriali d’origine, spazi famiglia e centri bambini. Pur amando il mio lavoro con ogni cellula del mio corpo ho sempre sentito che, in tutti questi ambienti, mancava qualcosa: il contatto con la Natura. Probabilmente l’essere cresciuta in un piccolo paesino di montagna dell’entroterra ligure ha lasciato in me un segno indelebile, un seme che è germogliato quando il terreno era fertile, portandomi ad avvicinarmi all’outdoor education, all’ecopsicologia e alla pedagogia ambientale.
Caso (o destino) vuole che, nel 2015, io abbia avuto la fortuna di imbattermi in quattro mamme, delle forze della natura, che avevano dato vita a quello che per me era, in quel momento, un sogno irrealizzabile: un asilo all’aria aperta, avente come tetto il cielo, nella periferia genovese. Queste stesse ragazze mi hanno adottata, inclusa in un progetto di educazione alternativo, che veramente potesse rispondere alle esigenze dei bambini, facendomene poi “dono”, chiedendomi di mettermi al timone di questa nave su cui mi hanno accolta e su cui speriamo di poter accogliere ancora tante persone, disposte ad intraprendere con noi questo viaggio.
I miei contatti:
  • cellulare: 3458955719
  • mail:        lari_88@hotmail.it
  • facebook: Larissa Sardi: educatrice, Maestra del Bosco (pagina personale)



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