sabato 1 ottobre 2016

Educatrice nel bosco - Larissa

Felici di presentarvi la nostra prima educatrice nel bosco/compagna di viaggio: <3
"Sono Larissa Sardi, dottoressa in Scienze pedagogiche e dell'educazione e laureanda nella specialistica in Pedagogia, Progettazione e Ricerca educativa.
Attualmente lavoro come educatrice in un'istituto per minori e frequento il corso abilitante alla professione di Operatrice di Pet Therapy, assieme alla fida compagna della mia vita, la mia cagnolina Holly.
In passato ho avuto la fortuna di passare le selezioni per il Servizio Civile Nazionale e ciò mi ha permesso di lavorare per un anno come educatrice nell'asilo di Pegli "Lo spazio delle meraviglie", struttura aperta solo su orario mattutino mentre al pomeriggio veniva utilizzata come "Spazio famiglia", ovvero come luogo di ritrovo tra mamme, bambini ed educatrici, in cui venivano organizzati laboratori e dove si dava alle mamme l'opportunità di chiacchierare ed esprimere dubbi e domande di ogni genere alle educatrici. 
Accanto a ciò ho svolto il tirocinio universitario presso l'asilo nido L'Albero Generoso" e sono stata supplente in vari asili della provincia savonese, nonchè educatrice presso il centro Estivo "E....estate insieme" (gestito dalla San Marzano) per due anni consecutivi.
Credo fermamente nell'importanza e nella forza dello strumento educativo, ritengo che l’educazione sia il modo che abbiamo per trasformare il mondo, goccia dopo goccia, piano piano. I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutare un bambino a crescere libero, sensibile e curioso , significare innanzitutto rendere un bambino felice e in secondo luogo piantare i semi per la formazione di un individuo adulto maturo e consapevole.

Ho iniziato ad interessarmi della Pedagogia del Bosco prima ancora di sapere della sua esistenza: ho sempre sognato di poter un giorno aprire una struttura in cui unire le mie due più grandi passioni: bambini e Natura. Sono cresciuta in montagna, tra parti verdi e boschi. Ho frequentato l'asilo, la scuola dell'obbligo e l'università ma tutto ciò che oggi sono, credo abbia gettato le sue fondamenta non tra sedie, tavoli e sonnellini obbligatori ma tra corse all'aria aperta e mani sporche di fango.
Il ricordo di quei lontani anni ha lasciato in me un segno indelebile, mi ha portata ad interessarmi oggi, a livello personale, a tematiche quali appunto Pedagogia del Bosco, decrescita felice, spiritualità orientale, meditazione, yoga, filosofia, pet therapy. Sono vegetariana e sono fermamente convinta delle potenzialità educative insite nell'ambiente naturale. 


Sarei felice di poter organizzare presso la Ludoteca nel Bosco laboratori di Pet therapy, yoga e perchè no, con il giusto spirito e il corretto approccio, anche incontri di "Philosopy for children".

Per me la Pedagogia del Bosco e il progetto della Ludoteca/Asilo nel Bosco rappresentano un po' il sunto di quanto scritto sopra, la speranza di poter realizzare qualcosa che lasci un segno in chi ci sta accanto, a partire dai bambini, fino ad arrivare agli animali e alla Natura tutta:
"Se per l'umanità v'è una speranza di salvezza ed aiuto, questo aiuto non potrà che venire dal bambini, perchè in lui si costruisce un uomo."
Questa citazione di M Montessori, studiosa a me particolarmente cara insieme a Steiner, alla cui metodologia sovente mi ispiro, riassume il mio pensiero: credo che la riuscita materiale, economica e scientifica della nostra civiltà sia stata formidabile. Ma che abbia prodotto un disordine morale, una perdita dei valori tradizionali, del senso di comunità, dei vincoli di solidarietà che ancora legano le società tribali ma che sembrano andati perduti nella società occidentale "moderna ed evoluta". Il progresso, inteso solamente in senso tecno-economico, non è possibile. 
Occorre creare un nuovo paradigma che tenga conto non solo degli indicatori economici ma anche della qualità della vita, dell'uguaglianza effettiva, della qualità dell'aria e dell'acqua. Penso sia necessario superare la visione di una crescita ad ogni costo e creare le condizioni per arrivare ad un paradigma che tenga conto degli indicatori di sviluppo umano quali basi su cui muoversi ed orientarsi. E per far si che ciò avvenga non si può che iniziare dai bambini, in quanto è a loro che consegniamo le chiavi del nostro futuro. "